Lo dico subito, non sarò breve.
La Spartan Race è una di quelle gare di cui senti solo parlare e di cui vedi solo immagini provenire dall'estero, sulle pagine Facebook di quelle persone americane che segui in cerca di "fitness motivation". Poi la fanno anche a Roma. Poi esce la data a Milano. Il tuo fidanzato si iscrive e ti convince a fare altrettanto... E' tutto un turbinio di eventi, paghi l'iscrizione che non sei del tutto sicura, ma sei già euforica.
Non mi sono allenata bene come avrei voluto, causa solita pigrizia ed eventi di forza maggiore, ma il 14 giugno è arrivato, inesorabile e caldissimo nella bella Milano.
Al parcheggio di Cascina Gobba iniziamo a vedere i primi Spartans; li riconosci perchè sono vestiti sportivi, hanno fisici atletici e borsoni col cambio in mano. Arriviamo all'Arena Civica, tanta gente, tanta coda da fare per l'accettazione ed il ritiro del pack gara. Ho notato un'ottima organizzazione, le file erano veloci, tutto sommato, anche quella per il guardaroba.
Arriviamo al pelo, nemmeno il tempo di ambientarci e tocca subito noi. Subito si capisce il mood della gara: bisogna scavalcare una parete di circa un metro e mezzo per arrivare alla linea di partenza. "Ce la fai?" mi chiede Mike. "NO!" dico io, sorridendo. Mike unisce le mani, mi fa da scaletta, ed io supero brillantemente una delle mie paure della giornata. AROOO!!!
Si corre, fa un caldo terribile ed il caldo delle 15 scotta, clima quantomeno torrido. Ritmo lento, altrimenti arriviamo alla fine stravolti. Incontriamo altre due pareti a distanza di pochi metri l'una dall'altra, una da scavalcare come quella di prima prima ed una a cui dobbiamo passare sotto; ormai le pareti di legno sono mie amiche, grazie all'aiuto di Mike.
Rientriamo all'Arena Civica, zigzagando su e giù per gli spalti e scavalcandone le ringhiere: quali gradoni migliori di quelli? Si corre, si corre (pare che il tragitto fosse di 6,5Km e non 5) e si arriva ad altre tre pareti di legno: una da passare sopra, una sotto ed una in mezzo. Non so bene come poi siamo arrivati al Castello Sforzesco (giù nel fossato che lo circonda).
Lì abbiamo dovuto trascinare una mattonella pesantissima con una catena, arando praticamente il terreno sottostante, per poi arrivare all'ostacolo più difficile della gara, a mio parere: il filo spinato. quanto poteva essere, un 50,100di metri? A me sembrava un kilometro, quindi non sono oggettiva; lì un irrigatore ci ha regalato una pioggerella gelata sulla schiena ed il fango sotto ai nostri corpi, ma non tanto quanto nelle competizioni degli Stati Uniti eh... E' stato davvero un ostacolo da "Spartan Race" però, ossia quello che ti aspetti di subire quando ti iscrivi a queste competizioni. In questo ostacolo avevo il sudore negli occhi, la terra ovunque ed è in quell'occasione che mi sono provocata tutti i tagli che ho sulla pelle.
Uscita da lì sotto (Mike ovviamente finiva tutto prima di me e gentilmente mi aspettava) volevo morire, ero stremata davvero! Ho camminato un pochino, ma poi abbiamo ripreso una mini corsetta, tipo maratona più che altro. Poi eccolo, il "burpees maker": il lancio del giavellotto contro il fantoccio di paglia; ovviamente non ho la fortuna che speravo di avere e canno alla grande, quindi mi faccio i 30 burpees, con Mike al mio fianco che conta. Non appoggio il petto a terra, sono sincera, ma me li faccio tutti dal primo all'ultimo. Si riparte, e dopo questa prima punizione mi sento morire.
Dopo poco ci arrampichiamo su una specie di quadro svedese di corda, risalendo in pratica dal fossato su per la strada. Corriamo all'interno del Parco Sempione, tra ombra fresca e Sole infuocato su qualche dislivello naturale. Prossimo ostacolo, molto facile lo ammetto, quello del copertone da ribaltare avanti ed indietro poche volte. Passiamo oltre abbastanza velocemente, raggiungendo la piramide scivolosa, con salita su pavimentazione metallica con acqua che scorre aiutandoci con una fune e discesa su reticolato di assi di legno. Anche qui tutto bene, anche se la mia stanchezza ci fa rallentare parecchio.
Ostacolo successivo il sollevamento di una zavorra tramite una fune con carrucola: non male questo, mi han poi fatto male le dita per parecchi minuti dopo aver lasciato la postazione. Vi state chiedendo dove ho fatto gli altri 60 burpees?
I trenta successivi li ho fatti al Monkey Bars, ammetto di non averci nemmeno provato seriamente. Ho provato ad appendermi alla struttura, ma facevo già fatica a rimanere lì ferma, figuriamoci a spostarmi. Naaaa, meglio i burpees. E' stato lì che abbiamo incontrato il volontario bonaccione/furfante che ci ha proposto di fare solo 5-6 burpees e continuava a consigliarmi di non farli, ma io testarda ed un po' orgogliosa li ho voluti fare tutti. Eccheccazzo dai!!! E' un gioco, perché barare?! Non facciamo i soliti italiani medi.
Successivamente abbiamo dovuto fare un giro con un secchio pesante (ma non troppo) prima ed un sacco di sabbia poi (pesantuccio devo dire). Una ripida ed alta scala di legno ci riporta al piano di sotto (forse di nuovo nel fossato del castello? Boh mi ero persa), abbiamo superato dei pali di legno e degli altri pneumatici a terra, e poi corri che ti ri-corri eccoci ai miei ultimi burpees: la fune.
Uno...due...dieci...diciassette...ventitré...trenta!! Fatti tutti ma proprio a rilento gli ultimi, eh, ero esaurita. Ma non era finita lì, siamo dovuti salire su un'altra specie di reticolato di corda per qualche metro in verticale, abbiamo attraversato un "ponte di corda" sospeso su quelli che si appendevano alla fune per poi ridiscendere dall'altra parte.
Riprendiamo a correre, arriviamo all'ultima super parete di 2 metri: mi arrampico un po' impanicata e senza l'aiuto di Mike, ma con l'ausilio di alcuni gradinetti inchiodati sulla parete liscia, ma una volta in alto penso "E mo' come scendo?" Mi lancio più meno in braccio a Mike, che mi posa delicatamente a terra. Ci voltiamo e vedo l'arrivo. Finalmente.
Corsetta, salto sulla striscia infuocata in favore di fotografo e viaaaaa finitoooo!!!!
Risultati:
Mike ZERO burpees.... Io NOVANTA! ^_^
3 ostacoli falliti su 15 non è male dai... Ma dobbiamo migliorare i tempi: costringendo Mike ad andare al mio passo abbiamo tagliato il traguardo in 01:23:09. Ed il primo è arrivato in 27 minuti, per farvi capire.