La domenica mattina è iniziata presto e tutt'altro che soleggiata. La sveglia alle 7.30 è stata peggio di una secchiata d'acqua fredda in viso; avrei voluto tornare sotto le coperte una volta scoperto che stava piovendo. Maledizione: una volta che mi ero programmata una corsa SENZA CICLO MESTRUALE che fa il tempo? Si mette a piovere. Vodka (il mio cucciolo di cane corso) ha fatto di tutto per farmi ingelosire: guardate come dormiva accanto al mio letto. Beato lui, caldo caldo e morbido morbido...
E niente, mi vesto e mi faccio la ormai consueta "treccia da gara" (così che la coda di cavallo non mi si appiccichi al collo sudato durante il percorso). Mi scrivo DISCIPLINA sul polso. Ultimamente ho pensato tanto a cosa voglio fare del mio corpo e del mio percorso fitness: voglio mandare tutto a puttane? Certo che no. Voglio riprendere e voglio farlo con dedizione, serietà e disciplina. Amo questa parola e la considero estremamente positiva e di grande ispirazione. Sto pensando di tatuarmela a mo' di promemoria e di incoraggiamento quotidiano.
Arrivo a Monza per tempo, ritiro il mio kit gara e scopro, essendomi iscritta tra i primi 500, di aver diritto alla maglia Puma in tessuto tecnico: ora sì che la giornata migliora!! Il tempo regge e di pioggia nemmeno l'ombra fortunatamente. Sono sola, ma faccio subito amicizia con 4 donne, in foto con me.
Il risultato della corsa non è stato dei migliori, anzi, forse è stato uno dei peggiori tempi: 5km in 38 minuti. Diciamo che un po' ho rallentato il passo per stare insieme alle mie nuove conoscenze, ed un po' sono effettivamente fuori allenamento. Tutta questa pausa estiva e questo cazzeggio degli ultimi mesi mi ha rovinato il fiato... Avrei potuto fare di più correndo da sola, ma sicuramente non sarei stata all'altezza dei risultati di questa primavera.
All'arrivo ho assistito alla premiazione del podio: non ci crederete, ma la prima classificata ha concluso il percorso in soli 21 minuti!!!!!!!!! Bravissima, credo di non poterci riuscire nemmeno volendo. O forse sì, ma diciamo che non voglio.
Mentre aspettavo il treno, sulla via del ritorno, ho avuto modo di riflettere. Mi sono resa conto di quanto aver fatto quella corsa mi abbia fatto stare bene. Non mi importava che il risultato fosse di dubbia qualità, mi interessava solo di avercela fatta e di essermi mossa. Di aver vinto la pigrizia e di aver fatto un primo passo verso la ripresa. La palestra mi fa stare bene (dopo averla fatta, non prima e nè durante), vedere il mio corpo migliorare mi rende orgogliosa e felice.
Appurato che lavoro costantemente anche sulla mia percezione personale e sulla mia autostima, voglio fare tutto ciò che è in mio potere per migliorare la mia fisicità.



















