Arrivate a Milano, io e la mia compagna d’avventura, iniziamo a
vedere sempre più giallo (colore ufficiale delle magliette e delle pettorine)
intorno a noi. L’emozione sale, il batticuore aumenta.
Risaliamo dalla
metropolitana che ancora piove, il tempo non si dimostra clemente. Nemmeno l’ho
visto il Duomo ieri, ero ipnotizzata da tutte quelle persone lì per il nostro
stesso motivo. Cerchiamo di guadagnare una posizione comoda tra la ressa in
attesa della partenza, facendoci spazio tra corridori esperti e gente comune.
Sento qualcuno che parla inglese ed alla mia sinistra vedo una ragazza
musulmana in pattini. Mi sorride radiosa. Milano è bellissima. Svolazzano e
scoppiano palloncini qua e là, manca sempre meno alla cannonata del “via” e
l’emozione è palpabile. Saltello, sono carica.
Sintonizzo la radio del
cellulare sul Virgin, sperando che per una volta tanto non mi tradisca mettendo
merdate finto - rock di Vasco. (Solo più tardi mi resi conto di non aver
minimamente badato alla musica).
Non ho messo il mascara waterproof, ma me ne ricorderò solo più tardi,
mentre con un fazzolettino rimedio distrattamente all’effetto “panda”, di cui
però poco mi importa. Un’applicazione dello smartphone ci ricorda nelle cuffie ogni
5 minuti il tempo trascorso ed i Km percorsi: manteniamo una buona media. Dopo
la prima mezz’oretta inizia il fastidio al ginocchio, e così mi appello ad ogni
incoraggiamento ed “in bocca al lupo” ricevuto nei giorni precedenti.
Vedo nella mia mente Gloria che mi urla sorridente “Corri Forrest!!!” e sorrido dentro di
me pensando a quanto renderò fiera me stessa e Mike: rifletto su quanto questo
mio piccolo traguardo possa significare tantissimo per chi come me è stata
obesa tutta la vita, e mai avrebbe pensato di poter aspirare a tanto. Corro in
mezzo a tante gambe muscolose ed a fatica riesco a non pensare alle fitte al
ginocchio sinistro. Resisto, corro, mi concentro sul movimento delle gambe e mi
impegno a mettere un piede davanti all’altro senza beccare buche e pozzanghere.
Al 42esimo minuto guardo la mia compagna e le comunico che ho bisogno di
qualche istante di riposo. Cammino quindi per i 3 minuti successivi, mentre lei
mi rimane a fianco correndo. Quando al 45esimo riprendo la corsa, le fitte
sembrano essere addirittura peggiorate: capisco quindi che o mi arrendo al
dolore fermandomi del tutto o rincorro la vittoria senza ulteriori lagne. Ci
facciamo coraggio e continuiamo. Sorrido, sento tutta quell’energia intorno a
me, è palpabile.
E’ da poco scattato il 67esimo minuto quando arriviamo all’ingresso
dell’Arena Civica. Non varchiamo la soglia correndo eroicamente circondate da
trionfali applausi come nei miei sogni, ma procedendo a passo di processione:
sfortunatamente è difficile far entrare una tale folla in un arco largo sì e no
un paio di metri e con un sottofondo di fango, quindi ci fermiamo di botto a
pochi metri dall’arrivo.
Pian pianino guadagnamo il centro dell'Arena, camminando con lo stile dell'uomo sulla Luna, perchè nonostante tutto ancora ci teniamo alle nostre scarpe nuove nuove. Ci congratuliamo con noi stesse per il grande traguardo raggiunto, ci sentiamo al settimo cielo.
Non eravamo solo noi ad essere fradice, ma come potete vedere lo era anche la fotocamera del mio cellulare : non avevamo niente di sufficentemente asciutto per rimediare, e sono uscita un po' sbavata. Abbiamo assalito lo stand dei biscotti Digestive che adoriamo e della Gatorade, perchè di acqua ne avevamo abbastanza, direi.
- Distanza : 10 km
- Tempo : 1 ora e 7 minuti - media di 6,4 minuti a km a ritmi vari
- Note : dolore sopportato solo grazie all'euforia dell'occasione


Mile!! Sei stata grandissimaaaa!!!
RispondiEliminaGrazieee!!!!! :D :D :D
EliminaBrava!!!!!!! Aspettavo questa seconda parte!!! ti sei interrotta sul più bello prima!!! ;)
RispondiEliminaanche io sabato sono andata a correre, lungomare però... e non pioveva!!! solo che sentivo una fiacca... che praticamente non ho corso mai!!! :( ho solo camminato, facendomi quei 6-7 km in un'ora! Uffa... e adesso... piove da morire!!!!